Nella Visione Interiore del Maestro Sri Chinmoy lo sport diviene metafora e strumento per raggiungere ed esprimere una realtà più elevata.

“Vita e sport non possono essere separate, esse sono tutt’uno. In effetti la Vita stessa è un gioco.
Questo gioco può essere giocato molto bene a patto che il giocatore sviluppi, consciamente o inconsciamente, la capacità di invocare l’energia trascendentale che è sempre presente nell’azione.
Nella Vita-gioco ogni anima corre consapevolmente o inconsapevolmente verso la destinazione della perfezione interiore.”

“Un’attitudine vincente, dal punto di vista spirituale, è l’attitudine del dono di sè. Se tu hai una sincera disposizione all’offerta di sè allora sei più che pronto a conquistare la tua stessa ignoranza.
Nella vita umana ordinaria noi cerchiamo di vincere sconfiggendo gli altri. Nella vita spirituale noi cerchiamo di vincere conquistando ciò che non aspira e ciò che non è divino in noi stessi.
L’attitudine vincente è la nostra voglia di conquistare le qualità che si oppongono al progresso o che cercano di distruggerci.”

Di seguito il brano tradotto in italiano dall’originale (che potete trovare qui).

Lo sconfitto ed il vincitore
The Loser And The Winner, Sri Chinmoy, Agni Press, 1981

Lo sconfitto
preferisce non ricordare
se e quando ha biasimato gli altri
per le sue meste sconfitte.

Il vincitore
vuole sapere quando e dove
ha profondamente apprezzato
i propri sostenitori.

Lo sconfitto
vuole sentire solo
la propria opinione di sé.

Il vincitore
vuole sentire l’opinione
che gli altri hanno di lui.


Lo sconfitto
segretamente ammira il vincitore
e apertamente detesta il vincitore.

Il vincitore
pubblicamente incoraggia lo sconfitto
e intimamente sminuisce lo sconfitto.

Lo sconfitto
affannosamente desidera l’ammirazione.

Il vincitore
incessantemente desidera la soddisfazione.

Lo sconfitto
è mente-esitazione.

Il vincitore
è anima-determinazione.

Lo sconfitto
declama la propria futura perfezione.

Il vincitore
confessa i suoi presenti limiti.

Lo sconfitto
invoca la beatitudine celeste,
ma è più che pronto ad essere soddisfatto
con le gioie terrene.

Il vincitore
invoca la beatitudine celeste
e nient’altro potrà mai soddisfare
la sua incessante aspirazione.

Lo sconfitto
pensa che la vittoria
è qualcosa di straordinariamente grande.

Il vincitore
sa che la vittoria
difetta di soddisfazione permanente.

Lo sconfitto
pensa che il proprio destino sia immutabile.

Il vincitore
sa di essere l’artefice del proprio destino.

Lo sconfitto
pensa che deve coraggiosamente affrontare
il mondo-ingiustizia,
il suo nemico principale.

Il vincitore
sa che deve incessantemente amare
la determinazione,
la sua amica più cara.

Lo sconfitto
pensa di meritare
il genuino apprezzamento del vincitore.

Il vincitore
in più comprende
che solo se qualcun’altro è sconfitto egli
può essere il vincitore.

Lo sconfitto
ha un’inesauribile brama
per l’apprezzamento-oceano,
ma fallisce spudoratamente
nell’ammettere i propri limiti.

Il vincitore
è innamorato del mondo-apprezzamento,
ma è dolorasamente conscio
dei propri limiti.

Lo sconfitto
è pronto a distruggere sé stesso.

Il vincitore
è volonteroso di migliorare sé stesso.

Lo sconfitto
pensa che il merito può essere messo da parte.

Il vincitore
sa che il merito deve essere ricompensato.

Lo sconfitto
sa cosa dire.

Il vincitore
sa cosa fare e come farlo.

Lo sconfitto
dice al mondo che
una spudorata parzialità
è all’ordine del giorno.

Il vincitore
dice al mondo che
un’irreprensibile imparzialità
è all’ordine del giorno.

Lo sconfitto
ama l’ebbrezza del successo.

Il vincitore
apprezza la fiducia del successo.

Lo sconfitto
diventa come un elefante impazzito
dopo la sconfitta.

Il vincitore
rimane come un rapido cervo
dopo la vittoria.

Lo sconfitto
pensa che ha mancato
il mondo più perfetto.

Il vincitore
crede che ci possa essere
un mondo infinitamente migliore.

Lo sconfitto
vuole diventare grande
per mezzo della propria esasperazione.

Il vincitore
vuole diventare perfetto
in virtù della propria dedizione.

Lo sconfitto
pensa che l’intero mondo
è spietatamente contro di lui.

Il vincitore
sorprendentemente sente
che l’intero mondo è per lui.

Il suono insegna
allo sconfitto l’arte della chiacchera interminabile.

Il silenzio insegna
al vincitore l’arte della pace crescente.

Lo sconfitto
alla fine del proprio viaggio
perisce a malincuore.

Il vincitore
alla fine del proprio viaggio
sorridendo abbraccia la morte.

Lo sconfitto
è confusione-frustrazione.

Il vincitore
è concentrazione-penetrazione.

Lo sconfitto
sente che Dio non è Luce-Compassione.

Il vincitore
sa che Dio è Luce-Giustizia.